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FUMO, NEL 2005 SEI MILIARDI DI EURO DI SPESA E MIGLIAIA DI MORTI

Sei miliardi di euro di spesa, migliaia di morti, e altri migliaia che, purtroppo, moriranno. Il fumo presenta il suo conto all’Italia, ed è salatissimo. Anzi, tragico. A tirare le somme è stato un panel di esperti riuniti a Trieste in occasione del convegno “Fumo Salute e Sanità”, e che ha sgranato cifre davvero impressionanti: il 6,7% della spesa sanitaria italiana impiegato per curare le patologie legate al fumo; 5,4 milioni di morti in tutto il mondo destinati a diventare 8,3 milioni del 2030; un fumatore su due destinato ad una morte prematura. Date e cifre che fanno chiaramente del fumo il principale rischio di morte della nostra società.

«La ricerca scientifica - afferma Americo Cicchetti, della Facoltà di Economia dell'università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - ha messo in chiara evidenza la correlazione tra l'emergenza di alcune patologie e l'abitudine al fumo. Adottando come dati di riferimento i ricoveri ospedalieri durante il 2005, uno studio realizzato dal nostro ateneo ha calcolato che il costo per i ricoveri associati a patologie tabacco-correlate è pari a 3,4 miliardi di euro, un valore che nel 2005 rappresenta il 3,5% della spesa del servizio sanitario nazionale. Proiettando questo dato anche sugli altri livelli di assistenza ne è emerso che nel 2005 la spesa complessiva per il Servizio sanitario nazionale per le patologie fumo-correlate ammonterebbe a oltre sei miliardi di euro, pari al 6,7% della spesa sanitaria nazionale».

Ma, ovviamente, non basta il danno economico per inquadrare un fenomeno che ogni anno miete sempre più vittime. «Il cancro al polmone è la principale causa di morte per tumore nei Paesi sviluppati – ha infatti sottolineato Gianpiero Fasola, direttore del dipartimento di Oncologia dell'università Santa Maria della Misericordia di Udine - Basti pensare che, tra gli amanti del pacchetto, la metà morirà per ragioni strettamente connesse a questa abitudine, e nella metà di questi il decesso avviene tra i 35 e i 69 anni. A 70 anni, circa l'80% dei non fumatori è ancora vivo, contro il 50% dei fumatori. Ciò su cui tutti siamo chiamati a riflettere è che, se non vi fosse il fumo di sigaretta, il tumore del polmone, oggi definito un 'big killer' diventerebbe una neoplasia rara».

«Il fumo è il principale fattore di rischio di morte della nostra società - aggiunge Marco Confalonieri, direttore della Struttura complessa di Pneumologia degli Ospedali Riuniti di Trieste - e noi specialisti delle malattie dell'apparato respiratorio sappiamo di aver di fronte una vera e propria epidemia di disturbi che negli ultimi anni aumenta come peso sanitario e sociale. Oltre ai tumori polmonari, ci sono la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), l'insufficienza respiratoria o le malattie polmonari interstiziali. Occorre aiutare i fumatori a smettere e diagnosticare precocemente le malattie da fumo con esami semplici come la spirometria».

A cura dello Staff di Fumo.it



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