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FUMO IN ITALIA: LA SITUAZIONE AGGIORNATA

I dati presentati dall’ISTAT il 10 gennaio 2006 hanno l’obiettivo di fornire un quadro della diffusione del tabagismo in Italia, su un campione complessivo di circa 60 mila famiglie,cercando di stimare questo fenomeno, che, come è noto,e uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative che colpiscono l’apparato respiratorio e quello cardiovascolare.

I dati principali indicano come nel periodo dicembre 2004-marzo 2005 i fumatori in Italia siano 11 milioni e 221 mila, pari al 22,3% della popolazione di 14 anni e più.

Sono il 28,5% dei maschi e il 16,6% delle femmine; la percentuale più alta di fumatori si localizza nell’Italia centrale (24,3%), la più bassa al Sud (20,9%). L’età media in cui gli uomini cominciano a fumare è più bassa rispetto a quella delle donne (17,6 contro 19,5).
I fumatori abituali (coloro che fumano tutti i giorni) sono l’89,7% del totale dei fumatori e il 20,3% della popolazione e consumano mediamente 14,8 sigarette al giorno, la quota dei “forti fumatori” (20 e più sigarette al giorno) è pari al 37,1% dei fumatori abituali.

Il 21,9% dei fumatori ha dichiarato di aver tentato di smettere di fumare nei 12 mesi precedenti l’intervista.

In particolare confrontando la quota registrata nel dicembre 2004 con quella di marzo 2005, tra i fumatori adulti (30-59 anni) si evidenzia un incremento di circa 4 punti percentuali (dal 19,7% al 23,6%).

Per quanti anni si fuma
Oltre la metà dei fumatori in Italia dichiara di fumare da 20 anni e più., e come è noto, gli anni di esposizione al fumo rappresentano un importante fattore di rischio per la salute.

Si inizia a fumare nell’adolescenza e in età giovanile: il 44,8% dei fumatori ha iniziato a fumare tra i 14 e 17 anni si riscontrano anche differenze legate al sesso, infatti l’età media in cui gli uomini cominciano a fumare è più bassa rispetto a quella delle donne (17,6 contro 19,5).

Quanto si fuma
Un altro rilevante fattore di rischio è la quantità giornaliera di tabacco fumato e qui i dati sono davvero preoccupanti… I fumatori giornalieri di sigarette sono infatti la stragrande maggioranza, 89,7% del totale, e il numero medio di sigarette fumate al giorno è pari a ben 14,8, anche se il 21,9% dei fumatori ha dichiarato di aver tentato di smettere di fumare nei 12 mesi precedenti l’intervista.

Le leggi sono servite?
Con l’applicazione della legge 3/2003 a partire dal 10 gennaio 2005 l’Italia ha adottato una politica contro il fumo.

La normativa impone infatti il divieto di fumo nei locali al chiuso accessibili ad utenti o al pubblico, compresi i luoghi di lavoro e i locali ricreativi, ad eccezione degli spazi riservati ai fumatori, purché dotati di impianti per la ventilazione ed il ricambio di aria regolarmente funzionanti.

Confrontando i risultati della rilevazione di dicembre 2004 con quelli della rilevazione di marzo 2005, cioè immediatamente prima e tre mesi dopo l’attuazione della legge, mentre non si osservano variazioni statisticamente significative per la popolazione maschile, si rileva un calo della percentuale di fumatrici.

Sembra quindi che le politiche di lotta al consumo di tabacco, portate avanti dagli ultimi governi abbiano sortito qualche effetto, certo è che resta ancora molto da fare per contrastare

l’abitudine al fumo, in particolare fra i gruppi sociali più svantaggiati, tra i quali infatti si è registrata una minore propensione a smettere di fumare.

Fonte: http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20060110_00/


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